Allievi CNOS-FAP a Casa Cavassa, tra cultura e pane.

Si riporta ringraziando il “Corriere di Saluzzo”,  l’articolo relativo al laboratorio per famiglie a Casa Cavassa, previsto domenica 25 febbraio, in collaborazione con il CNOS-FAP.
È dedicato al banchetto rinascimentale il laboratorio per famiglie, in programma per domenica 25 febbraio alle 16 a Casa Cavassa. L’appuntamento si svolge nell’ambito del calendario di iniziative promosse da CoopCulture per coniugare la cultura e il cibo, attraverso momenti conviviali che sottolineano le tradizioni enogastronomiche del territorio e attività che raccontano del cibo. Il laboratorio, inoltre, rientra nel più ampio progetto “Il Bello del Bello” realizzato con la collaborazione della scuola professionale Cnos-Fap che ha recentemente ottenuto un finanziamento di 12.900 euro dalla Fondazione CR Cuneo, attraverso il bando “Educare alla Bellezza”. Nei giorni scorsi erano stati coinvolti anche i figuranti del Gruppo storico per un servizio fotografico che servirà a creare il contesto e la scenografia a corredo dell’iniziativa. Il laboratorio è rivolto ai bambini da 4 a 11 anni, accompagnati dai loro genitori e parenti. Dopo una visita animata volta a illustrare gli usi e i costumi rinascimentali, i giovani partecipanti potranno interpretare, per un giorno, i personaggi che vivevano nella dimora storica. I bambini potranno partecipare al laboratorio di panificazione e portare a casa il prodotto che avranno creato con l’aiuto degli studenti del corso di panetteria del CNOS-FAP. Il costo di partecipazione è di 5 euro per bambino con un adulto accompagnatore. Per info e prenotazioni rivolgersi all’ufficio del Turismo Iat, in piazza Risorgimento, oppure numero verde 800392789 o scrivere all’indirizzo saluzzo@coopculture.it.  

L'attività di lavorazione del pane nei laboratori del CNOS-FAP.

31 gennaio, festa di don Bosco

In una gremitissima chiesa di Maria Ausiliatrice a Saluzzo si sono dati appuntamento i ragazzi dei Centri di Formazione Professionali del CNOS-FAP di Saluzzo e di Savigliano per festeggiare san Giovanni Bosco.

La messa è stata Celebrata dal Vescovo di Saluzzo, mons. Cristiano Bodo, insieme a lui don Gion Banchio dell’Oratorio don Bosco della città e don Gabriele Miglietta, direttore dei Centri Cnos-fap di Saluzzo e di Savigliano.

Perché fare festa con don Bosco? Perché è stato lui che un paio di secoli fa (sono 130 anni dalla sua morte) ha dato il via a quella che è oggi la “formazione professionale”. La vita lo aveva portato ad imparare in gioventù, negli anni in cui, sedicenne a Chieri, doveva recuperare quegli studi che la vita contadina non gli aveva permesso di fare per poter entrare in seminario, e così si arrangiò imparando il mestiere di sarto, di barista, di falegname, di ciabattino, di fabbro … Una volta prete, cominciando a raccogliere giovani immigrati nella città di Torino, si rese conto che occorreva insegnar loro anche un mestiere, per farne “buoni cristiani e onesti cittadini”. Fu don Bosco stesso il primo formatore della Formazione Professionale Salesiana, insegnando proprio quei mestieri che da adolescente aveva imparato.

La giornata è poi proseguita con ampie fette di focaccia all’oratorio, e i giochi che i compagni del quarto anno del Diploma Agroalimentare di Savigliano avevano preparato: gare di destrezza e velocità … con in palio una mountain-bike, uno waveboard e una felpa personalizzata.